Politica
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Rassegna di Geopolitica. La proliferazione dei 'Droni armati' in sei casi studio: Cina, India, Iran, Israele, Russia e Turchia
Intervista a Stefano D'Errico, di ricordo della figura di Carlo Lizzani
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Fatto in Italia
La notte del Vajont - Speciale sul disastro del 9 ottobre 1963
Lizzani. Viale, non avrebbe dovuto morire così
"Ancora una volta, come fu per Mario Monicelli e per Franco Lucentini, la morte per precipitazione di Carlo Lizzazi è destinata a creare grande impressione. Ancora una volta, nell'unirmi al cordoglio, devo dire con forza che non avrebbe dovuto morire così."
Questo il primo commento di Silvio Viale, presidente di Radicali Italiani, nell'apprendere la notizia della morte di Carlo Lizzani.
Silvio Viale, che è un esponente di EXIT-Italia e dell'Associazione Luca Coscioni, ricordandio la proposta di legge di iniziativa popolare recentemente depositata alla Camera, ha aggiunto:
"In un paese in cui suicidio assistito e eutanasia volontaria continuano ad essere un tabù, non può stupire che persone come Carlo Lizzani siano costrette a porre fine in solitudine alla propria vita. Non conosco nei dettagli le vicende personali, non so come e quando abbia maturato la propria decisione, non so quando abbia deciso come attuarla, ma so che, in un paese civile, non si dovrebbe consentire di essere costretti a morire così. In un paese ove eutanasia e suicidio assistito fossero regolati, una persona come Carlo Lizzani avrebbe potuto parlarne senza timori con un medico e con i volontari delle associazioni per il diritto a una morte dignitosa. Dovrò, invece, ancora una volta constatare che l'ipocrisia dei politici italiani preferirà fingere di stupirsi dopo avere abbandonato nella solitudine chi ritiene ormai insopportabile, o conclusa, la propria vita. Chiedo pedono a Carlo Lizzani, ma la speranza è che il clamore della sua morte, come non accadde per Mario Monicelli e Franco Lucentini, induca il Parlamento a rompere il tabù sull'eutanasia."
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Carlo Lizzani, Gallo e Welby: il nostro ricordo per il suo impegno civile e politico
Dichiarazione Filomena Gallo e Mina Welby, rispettivamente segretario e co- presidente dell'associazione Luca Coscioni per la liberta' di ricerca scientifica.
La morte di Carlo Lizzani è una perdita grande per il cinema e la cultura italiana; ma anche per quella testimonianza civile e politica che in questi anni ha voluto assicurare, con il suo impegno diretto, come iscritto all'Associazione Luca Coscioni.
Lo vogliamo ricordare in particolare per quelle battaglie su fine vita e testamento biologico con la nostra comune associazione.
Nel 2009 partecipò a una manifestazione per accompagnare le firme di 8000 cittadini romani in Campidoglio per una delibera di istituzione del testamento biologico promossa dall'Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani.
Continueremo a lottare perché , anche in sua memoria, questa delibera possa essere discussa e approvata dal Comune di Roma.
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Costi della politica: Bernardini offre collaborazione immediata al Vicepresidente pentastellato della Camera Di Maio e sul Segretario generale, prende come ammonimento la saggezza popolare “un soldo per farlo cantare e dieci per farlo smettere”
Dichiarazione di Rita Bernardini, ex deputata radicale, membro Assemblea dei legislatori del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito
Al Vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (M5s), che si dispera perché l’Amministrazione non gli fornisce i contratti stipulati con la Società Milano ’90, dico che come radicali ci rendiamo immediatamente disponibili a fornirgli noi i documenti richiesti, visto che nella passata legislatura non solo li abbiamo richiesti, ma anche ottenuti e messi on line.
Certo, non è stato facile acquisirli e personalmente ricordo che per averli ho dovuto annunciare l’inizio di uno sciopero della fame; comunque, il “cittadino” Di Maio gode pienamente del diritto di esigere quanto richiesto: l’art. 79, comma 5 del nuovo – sebbene controriformato - RAC (Regolamento di Amministrazione e Contabilità) prevede espressamente che i deputati in carica abbiano accesso ai contratti stipulati dall'Amministrazione della Camera e all'Albo dei fornitori e degli appaltatori.
Quanto alla necessità di segnare un momento di discontinuità al vertice dell’Amministrazione capeggiata da dal dott. Ugo Zampetti, avverto subito il vicepresidente Di Maio che sarà lotta durissima perché il Segretario Generale della Camera serve “naturalmente” da 14 anni il Regime, senza temere concorrenza alcuna; ed ha quindi garantito, altrettanto naturalmente, a chiunque abbia presieduto l’Assemblea di Montecitorio, tutte le “loro” logiche spartitorie.
Inoltre, con l’art. 7 del Regolamento dei Servizi e del personale (uno dei regolamenti “minori” dell’Ufficio di Presidenza) non solo è stata eliminata la durata massima in carica del Segretario Generale ma è stata introdotta una elevatissima maggioranza qualificata (due terzi dei componenti l’Ufficio di Presidenza) per revocarne l’incarico, mentre è rimasta invariata la maggioranza semplice dei votanti necessaria per la sua nomina.
Insomma, come ammonisce la saggezza popolare e come ho scritto nella prefazione del libro sull’autodichia di Irene Testa ed Alessandro Gerardi “Parlamento zona franca, ci è voluto “un soldo per farlo cantare ma ce ne vorranno dieci per farlo smettere”.
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